Perchè avere un orto in casa

E poi arriva l’illuminazione, tutto a un tratto quando meno te lo aspetti.

Passeggiando per Milano, alzi il naso e dici: ” ah, è questo il bosco verticale?” Aldilà della grande attenzione istituzionale e degli addetti ai lavori, la gente comune non si stupisce più di tanto “si, carino, sarebbe bello abitare qui ma ho letto che i prezzi sono altissimi”. Il vero tema, di cui in pochi parlano nonostante il grande successo di Expo è che a Milano quel giorno è iniziato un epocale cambiamento di rotta.

Ho sempre amato il contatto con la natura e dopo qualche anno vissuto nelle meravigliose terre umbre, mi sono resa conto che non avrei più potuta stare lontana dalla mia città, tanto amata e altrettanto criticata ma senza dubbio la città dove se lo vuoi davvero e ti dai da fare (eh si a Milano ti devi dar da fare!) tutto o quasi è possibile.

Quel giorno, vedendo il bosco verticale ho capito che avrei potuto vivere in una grande metropoli senza rinunciare al mio amore per la natura.

Dalle parole di Boeri:

Il bosco verticale non è infatti un edificio pensato unicamente per essere abitato da degli esseri umani, ma anche da altre specie (uccelli, insetti) che l’inarrestabile predominio del cemento ha scacciato dalle nostre città.

Se vi interessa approfondire la conoscenza del Bosco Verticale vi consiglio questo libro, forse un pò commerciale ma davvero ricco di foto in alta risoluzione, disegni e dettagli del progetto.

 

In un periodo storico così difficile e complesso, nel bene e nel male c’è spazio per tutti, anche per chi ha capito che il bene più prezioso che abbiamo è la nostra terra. E’ quindi nostro compito quello di prendercene cura anche perché farlo è bellissimo e può regalarci grandi soddisfazioni.

Attenzione all’alimentazione, all’aria che respiriamo, ai rifiuti che produciamo e rispetto per la vita delle specie animali e vegetali, con cui condividiamo questo pianeta, non sono più temi cari solo a pochi invasati, sono diventati argomenti quantomeno sulla carta condivisi da tutti.

Non voglio affrontare in questo blog giudizi e critiche su come gli stati e potenti di turno si stiano ponendo in concreto di fronte a questi temi, non ne ho le competenze. Sono convinta che le rivoluzioni arrivino sempre dal basso ed è questo su cui mi voglio concentrare.

Noi non ce ne rendiamo conto ma ogni giorno con ogni piccola azione che facciamo cambiamo in modo impercettibile, e non sempre in meglio purtroppo, la nostra sorte e quella del pianeta in cui viviamo. Se la stessa piccola azione viene poi fatta da tante persone il cambiamento è più evidente.

Da queste basi parte il mio pensiero. Un esempio concreto è che l’attenzione sempre più alta alla qualità della vita ha fatto sì che oggi sempre più ragazzi decidano di intraprendere attività agricole biologiche, a impatto zero e con un importante livello di digitalizzazione. Proliferano i gruppi di acquisto solidale che oramai si sono consolidati fino a diventare dei concreti punti di riferimento per l’economia solidale.  Nascono ogni giorno nuove realtà imprenditoriali che sfruttano le tecnologie per mettere in comunicazione produttori e consumatori, accorciando la filiera con evidenti vantaggi per tutti.

Ma in concreto cosa possiamo fare noi oltre ad essere dei “buoni consumatori esigenti”?

Nel nostro piccolo tutti possiamo diventare produttori!

Immaginate un palazzo di Milano di 7 piani con 3 appartamenti per ogni piano, ognuno col suo balconcino, un tetto a terrazza o un piccolo giardino condominiale. Avete idea di quanti ortaggi si potrebbero produrre se ognuno sul proprio terrazzo oltre a bellissimi fiori piantasse pomodori, zucchine, fragole ed erbe aromatiche? I condomini potrebbero delegare i pensionati e i giovani del palazzo a prendersi cura delle arie comuni dove con una piccolissima spesa e usando prevalentemente materiali riciclati è possibile far crescere con successo grandi quantità di insalata, melanzane, cipolle, limoni e tanto altro.  A questi possiamo aggiungere la coltivazione in appartamento, possibile oggi con le lampade LED e quindi con costi davvero contenuti. Se poi consideriamo la possibilità oramai concreta di inserire pannelli solari nei nostri tetti, oltre agli ortaggi possiamo generare energia da usare ed evntualmente da rimettere in circolo se prodotta in eccedenza.

La mentalità delle persone sta cambiando ed è questo lo scoglio più difficile. Ora dobbiamo chiedere di avere strumenti facili, a basso costo e alla portata di tutti per poter attuare questo cambiamento e qual è il modo migliore di farlo? Portarci avanti e far vedere al nostro vicino e poi tutti assieme a chi ci governa che noi abbiamo capito qual è la strada giusta.

I passi da fare sono:

  • Diventare “consumatori esigenti”
  • Ridurre i nostri rifiuti, stando attenti al riciclo, riutilizzando quanti più materiali e scarti possibili prima di mandare in discarica
  • Valutare ogni intervento di ammodernamento dei nostri palazzi in ottica di risparmio energetico, riduzione di emissioni inquinanti e, quando possibile, autoproduzione di energia.
  • Iniziare a coltivare il proprio orto urbano.

Ecco, io mi concentrerò su questo ultimo punto.

E allora, Buon Orto a tutti.

 

 

 

 

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Author:

Esperta in comunicazione digitale, amante della natura e appassionata di intelligenza artificiale. Superati i 40 anni ha scelto di lasciare il suo lavoro e di vivere delle sue passioni. Su questo blog condivide conoscenze ed esperienze sulla coltivazione in casa di ortaggi ed erbe